ROMA - Rilascio della licenza di polizia, requisiti soggettivi di chi richiede la regolarizzazione del punto scommesse, tempi per completare l’allaccio al totalizzatore nazionale. Sono i punti critici attorno ai quali è in questo momento legato l’esito del condono - che vale 220 milioni di euro per le casse pubbliche - lanciato dal governo con la legge di Stabilità e che prevede la regolarizzazione fiscale, secondo le stime del Ministero dell’Economia e di palazzo Chigi, di 3500 agenzie prive di concessione collegate con bookmaker esteri. Secondo quanto apprende Agipronews, i tre marchi che hanno fin qui annunciato la volontà di aderire alla sanatoria – gli austriaci di Goldbet e di Sks365 e il marchio maltese di Betaland – sono in attesa dei definitivi chiarimenti da Agenzia delle Dogane e ministero degli Interni (appena pubblicati sul sito dei Monopoli) in merito alle procedure da seguire per legalizzare le reti di vendita, o almeno parte di esse. Gli operatori sono al lavoro per preparare un’operazione che si prefigura costosa e complessa, ma non nascondono la preoccupazione per il poco tempo a disposizione: le domande vanno consegnate entro lunedì 2 febbraio. Stanleybet (che ha appena ottenuto dalla Corte di Cassazione un nuovo rinvio alla Corte di Giustizia Ue degli atti di un procedimento contro un proprio affiliato), Betuniq e Bet1128 hanno invece confermato sin qui il proprio disinteresse per il condono, preferendo la strada della difesa del network di agenzie nei tribunali italiani e comunitari. E nelle ultime ore, altri due operatori maltesi, dopo aver a lungo accarezzato l’idea di condonare la posizione di centinaia di propri affiliati, hanno rinunciato al progetto-Italia.  NT/Agipro