ROMA - E’ legittimo il sequestro di un centro scommesse collegato a un operatore estero che non ha la concessione statale, anche se dimostrata una presunta discriminazione, se il titolare del punto non ha mai presentato la richiesta per ottenere la licenza di polizia. E’ quanto ribadisce la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso del titolare di un centro di Melfi (Potenza). Il Tribunale di Potenza aveva già respinto la richiesta di riesame del titolare, la Cassazione ha confermato il provvedimento sottolineando che il titolare non era “in possesso della licenza di polizia, per non averla mai richiesta”. Un comportamento derivato semplicemente dalla “situazione, ad avviso della ricorrente discriminatoria” nei confronti dell’operatore estero. I giudici hanno sottolineato invece che anche se la licenza “non può essere rilasciata” in assenza di concessione statale, “è altrettanto vero che sussistono ulteriori presupposti soggettivi per conseguirla”.
PG/Agipro