ROMA - Le agenzie collegate a bookmaker esteri privi di concessione non sono tenute a versare l’imposta unica sulle scommesse richieste dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Lo ha ribadito la Commissione tributaria provinciale di Latina, che ha annullato un avviso di accertamento nei confronti di un punto collegato all'operatore specificando che “l’accettazione della scommessa fa capo alla società proponente” estera, mentre “il Ctd in realtà non svolge attività di carattere decisionale limitandosi a mettere a disposizione dello scommettitore i termini della proposta in attuazione del contratto aleatorio della scommessa”. Pertanto, “l’attività facente capo al Ctd è di supporto e strumentale alla attività del soggetto gestore" e "in tale contesto la società estera svolge il ruolo di unico gestore del rapporto contrattuale”.
I giudici di Latina, dunque, si legge in una nota di Stanleybet, evidenziano che il Ctd che collabora con i bookmaker esteri "è nulla di più che una ricevitoria, la quale, esattamente come quelle collegate ai bookmaker nazionali, non soltanto non svolge attività di intermediazione vietata (sono ben altre le intermediazioni vietate dall’ordinamento), ma non può nemmeno essere considerata soggetto passivo dell’Imposta Unica".
RED/Agipro