ROMA - La Corte di Giustizia Europea dovrà stabilire se la norma sulla tassazione delle agenzie collegate ai bookmaker esteri è in linea con i principi comunitari di parità di trattamento, non discriminazione e legittimo affidamento. E' quanto ha stabilito un'ordinanza della Commissione tributaria della Lombardia sul ricorso presentato dal titolare di un centro collegato al bookmaker inglese Stanleybet, raggiunto da un accertamento fiscale. La Commissione ha sospeso il procedimento in attesa del riscontro dei giudici comunitari sulle disposizioni contenute nella Legge di Stabilità 2011, che prevede "l'assoggettamento, in via retroattiva, all'imposta unica sulle scommesse". Una questione che riguarda in modo specifico gli operatori esteri "aventi le caratteristiche della società Stanleybet", visti i precedenti contenziosi della società britannica di fronte alla CGE: in diverse sentenze, la Corte ha rilevato che nelle gare italiane del 1999 e del 2006 alcune prescrizioni non erano compatibili con i principi comunitari e costituivano una barriera di ingresso in Italia a operatori esteri, di fatto discriminando Stanley rispetto agli operatori nazionali.

 

Secondo una nota di Stanleybet, "alcune Commissioni hanno confermato che sussiste l'obbligo impositivo sui centri trasmissione dati (CTD), ma ben 43 sono le sentenze delle Commissioni di primo grado a favore di Stanley e dei CTD che operano per suo conto che concludono nel senso che, considerate le peculiari caratteristiche dei CTD che trasmettono dati a Stanley, l’Imposta Unica non è dovuta". Sarà quindi la Corte di Giustizia – conclude la nota - a verificare la compatibilità dell’imposta unica italiana, che colpisce anche Stanley quale bookmaker comunitario che "già assolve all’imposta caratteristica in un altro Stato Membro, con le libertà di stabilimento e di prestazione di servizi sancite dal Trattato e con i principi di non discriminazione". Fino a questo momento, l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli aveva ottenuto circa l'80% di decisioni favorevoli da parte delle Commissioni tributarie chiamate a stabilire la legittimità della richiesta di pagamento dell'imposta unica alle agenzie di scommesse estere. LL/Agipro

Imposta unica scommesse, Stanleybet: "Rinvio a Corte Ue è svolta dopo 15 anni di discriminazione"