ROMA - Il bookmaker Stanleybet è pronto a fare causa al Governo di Cipro, lamentando di esser stato danneggiato da alcune norme adottate nel 2012: secondo quanto riporta il Cyprus Mail, il risarcimento chiesto da Stanleybet, che possiede una licenza nazionale - è relativo a mancati incassi per il divieto di accettare scommesse su eventi virtuali. Il virtual betting non è stato incluso tra i prodotti autorizzati dal governo nelle norme varate nel 2012: provvedimenti, accusa ancora l’operatore, adottati senza aver ricevuto l’ok dalla Commissione Europea. Stanleybet è inoltre pronta a chiedere un’ingiunzione che blocchi le azioni legali contro i suoi agenti che raccolgono le scommesse virtuali.
"Il Gruppo Stanleybet ha combattuto con successo per il riconoscimento del suo diritto di operare nel gioco e nelle scommesse in numerosi Stati membri dell'Unione europea per più di 15 anni - dice John Whittaker, Ceo di Stanbleybet - Ci siamo rivolti alla Corte di giustizia Europea in circa 10 occasioni e in altri innumerevoli casi alla Commissione europea e ai giudici nazionali di tutti i livelli, in cui, alla fine, siamo sempre stati in grado di ottenere attraverso il diritto europeo quello che ci era stato ingiustamente negato a livello nazionale”.
PG/Agipro