ROMA - Non è possibile raccogliere scommesse per conto di un bookmaker senza aver richiesto l’autorizzazione alla Questura. La Terza sezione penale della Corte di Cassazione ha bocciato con questa motivazione il ricorso del titolare di un centro Stanleybet in provincia di Potenza posto sotto sequestro. Secondo la Cassazione non regge l’argomentazione dell’imputato, secondo cui “l’omessa richiesta sia derivata esclusivamente dalla situazione, ad avviso del ricorrente discriminatoria, della società Stanley”. Si tratta, secondo i giudici, di “un mero asserto, pertanto insufficiente dal momento che, se è vero che la autorizzazione non può essere rilasciata in caso di difetto di concessione da parte dell'operatore per cui esercita l'attività il richiedente, è altrettanto vero che sussistono ulteriori presupposti soggettivi per conseguirla”. Il Tribunale di Potenza non è dunque “incorso in violazione di legge nel rigettare la richiesta di riesame”. Un’analoga conclusione vale anche per “la regolarizzazione in forza della legge di stabilità 2015, dal momento che il suo articolo 1, comma 643, offre sanatoria anche sul presupposto che entro il 31 gennaio 2015 gli interessati abbiano proposto domanda di rilascio di titolo abilitativo”. LL/Agipro