ROMA - È legittimo il sequestro di un centro scommesse collegato a un bookmaker senza concessione, se il titolare del punto non ha mai presentato la richiesta per ottenere la licenza di polizia. È quanto ribadisce la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione, che ha respinto il ricorso del titolare di un centro in provincia di Livorno. L'esercente, indagato per gioco abusivo e a cui era stato sequestrato il locale, aveva stipulato un contratto «con la società estera Softbet24 Sport Book, in ragione del quale si era impegnato a richiedere licenze necessarie per lo svolgimento dell'attività». La domanda per la licenza di polizia, però, non era mai stata presentata. Secondo la Cassazione, dunque, «la mancata richiesta della licenza rende irrilevante qualunque questione relativa ad eventuali discriminazioni che il bookmaker straniero al quale egli è legato possa avere subito in conseguenza della disciplina concessoria nazionale». Le presunte discriminazioni, «la cui puntuale dimostrazione incombe evidentemente sull'indagato» possono essere sostenute solo quando «la mancanza di concessione in capo a tale soggetto straniero fosse la causa del diniego della licenza al centro raccolta scommesse italiano». Circostanza inesistente in questo caso, visto che, concludono i giudici «la licenza non è stata neanche richiesta. LL/Agipro
Scommesse, Cassazione conferma sequestro ctd: "L'esercente non ha mai chiesto la licenza"