ROMA - Condanna confermata per il titolare di un centro Stanleybet della provincia di Roma. La Settima sezione penale della Corte di Cassazione ha confermato la sentenza della Corte di appello di Roma, che aveva giudicato l’indagato colpevole di esercizio abusivo dell’attività di scommesse. Secondo i giudici in questo caso non possono essere applicati i risultati a favore bookmaker in Corte di Giustizia Europea. “Il tema della disapplicazione della legge - si legge nella sentenza - non poteva rilevare nel caso di specie, in quanto non emergeva che il ricorrente avesse mai chiesto l'autorizzazione prevista dall'art. 88 TULPS; detta omissione qualifica la condotta come penalmente rilevante, atteso che solo un provvedimento di diniego consentirebbe di verificarne l'eventuale illegittimità con conseguente possibile disapplicazione”. Esclusa anche la presunta buona fede dell’indagato, perché al momento del fatto non esisteva ancora “un orientamento giurisprudenziale tendente all'esclusione del reato” che avrebbe lo convinto a intraprendere l’attività. LL/Agipro
Scommesse, Cassazione conferma condanna per titolare ctd: “Mai chiesta l’autorizzazione alla Questura”