ROMA - È stato bocciato dalla Terza sezione penale della Corte di Cassazione il ricorso presentato dai titolari di un centro scommesse di Livorno privo di concessione e licenza di polizia, collegato al bookmaker maltese Betn1, sequestrato per raccolta abusiva. I giudici scrivono che, nonostante la particolare situazione della società (che ha sempre sostenuto di aver pagato regolarmente le imposte, nonostante l’assenza di concessione), la mancata adesione alla sanatoria prevista dalla legge di stabilità 2015 risulta decisiva.
Il Collegio ricorda che nella manovra di due anni fa - che ha introdotto per la prima volta il condono fiscale per i bookmaker senza concessione - viene fatta una distinzione tra i centri che hanno versato le somme previste per l’emersione (comma 643 della legge) e quelli che invece hanno solo presentato l’autodenuncia della propria attività (comma 644). Nel primo caso, il ctd ha il diritto di continuare l’attività, ma tali principi non possono essere applicati nei casi in cui non è avvenuta la regolarizzazione fiscale con versamento dei 10 mila euro previsti. Nel caso presente è stato “ripetutamente ribadito dalla parte ricorrente che la stessa non aveva inteso corrispondere quanto infine preteso dall'Amministrazione” per la procedura di emersione e dunque il ricorso è da rigettare. LL/Agipro