ROMA - La Sezione Feriale Penale della Corte di Cassazione ha confermato la condanna inflitta dal Tribunale di Trani e dalla Corte di Appello di Bari nei confronti di un esercente pugliese, condannato a tre mesi di reclusione per raccolta abusiva di scommesse. Per la Cassazione il ricorso risulta “palesemente infondato”. La decisione in primo grado, scrive il Collegio, ha stabilito la condanna “con un congruo percorso motivazionale”. In particolare è stato accertato che nel bar gestito dal ricorrente era possibile effettuare scommesse, tramite una società titolare di una regolare concessione. L’imputato, tuttavia, “non era in possesso dell’autorizzazione di pubblica sicurezza”, indispensabile per l’attività di raccolta. Il ricorso è stato dunque dichiarato inammissibile. LL/Agipro
Scommesse, Cassazione: autorizzazione di pubblica sicurezza necessaria per la raccolta di gioco