ROMA - La Corte di Cassazione conferma la condanna «alla pena di 100 euro di ammenda» stabilita dal Tribunale di Chieti nei confronti di due indagati che, «senza essere muniti dell'autorizzazione obbligatoria per legge» organizzavano e gestivano presso l'area di rifornimento della A14 le scommesse sul gioco "tre campanelle". I giudici ricordano che il testo unico di pubblica sicurezza prevede che la licenza per la raccolta scommesse può essere concessa solo a soggetti «concessionari o autorizzati da parte di Ministeri» e che la legge «punisce chiunque eserciti le scommesse senza licenza». Nel caso dei due indagati, «il fatto, per come ricostruito, è stato correttamente ricondotto dal Tribunale nel reato contestato» e il ricorso è dunque inammissibile. LL/Agipro