ROMA - Senza aver chiesto la licenza alla Questura non è possibile, per chi gestisce un centro scommesse non autorizzato, sostenere in caso di sequestro la presunta violazione dei diritti garantiti a livello europeo. È quanto ribadisce la Terza sezione penale della Corte di Cassazione nella sentenza che boccia il ricorso di un esercente della provincia di Caserta a cui era stato sequestrato il locale. All’epoca dei fatti l’indagato era collegato a un bookmaker estero privo di concessione. I giudici sottolineano come al ricorrente manchi il “presupposto indispensabile” del diniego dell’autorizzazione. “Nel difetto della richiesta di rilascio dell'autorizzazione di polizia, ogni ulteriore questione circa la pretesa violazione dei diritti di prestazione di servizi e di libertà di stabilimento è priva persino delle sue basi fattuali”, conclude il Collegio. LL/Agipro