ROMA - La Settima sezione penale della Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dal titolare di un negozio di Napoli al cui interno organizzava abusivamente scommesse scommesse sportive. “Sono emersi elementi che hanno consentito di ritenere, con assoluta certezza, che nell'esercizio di cui l'imputato era titolare non ci si limitava a mettere a disposizione dei clienti i personal computer collegati alla rete ed i conti utenti su cui addebitare degli importi, ma venivano anche riscosse le somme scommesse”, spiegano i giudici nella sentenza che conferma la legittimità dei quattro mesi di reclusione stabiliti dalla Corte di Appello di Napoli nei confronti del ricorrente. LL/Agipro