ROMA - "Auspichiamo che parte di queste risorse vengano investite sulla formazione di atleti e atlete" anche per migliorare la "consapevolezza di tutti i rischi che ci sono collegati alle scommesse, come il match fixing".  Lo ha detto Umberto Calcagno, presidente dell'Associazione Italiana Calciatori, nel corso di un'audizione in Commissione Cultura alla Camera, nell’ambito dell’esame della proposta di legge di Marco Berruto (PD) che prevede l'istituzione di un fondo da 80 milioni di euro finanziato con parte del gettito delle scommesse. "Auspichiamo anche che, nella redistribuzione delle risorse, si tenga conto della notorietà, del tipo e del numero di giocate che si fanno sui vari sistemi sportivi: sotto questo punto di vista, le modalità di gioco sono cambiate molto negli ultimi 10 anni, si scommette sempre di più sull'episodio rispetto al risultato finale della partita" e su "episodi che sono sempre più collegati alla prestazione dell'atleta che, con la sua azione in campo, determina la giocata", spiega. "Purtroppo siamo spesso troppo disinteressati della formazione degli atleti" e la loro ricollocazione, una volta terminata la carriera agonistica. "Abbiamo dei dati molto preoccupanti sui calciatori di alto livello e professionisti, soltanto il 7% di loro riesce a ricollocarsi nella seconda parte della loro vita professionale. Quindi dobbiamo sempre di più cercare di formarli".
MSC/Agipro

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