ROMA - Il mercato delle scommesse sportive e ippiche nel 2015 ha generato ricavi per gli operatori da 54 miliardi di euro, in crescita del 2,4%, nonostante l’assenza di un grande evento sportivo come i Mondiali di calcio disputati nel 2014: è quanto si legge nel report annuale della Global Betting and Gaming Consultants (Gbgc). Il settore, nelle previsioni degli analisti, dovrebbe crescere di un ulteriore 6% nel 2016, per superare i 64 miliardi di euro in ricavi per la fine del decennio. Complessivamente il settore scommesse pesa il 13% del totale del gaming mondiale, un dato su cui pesano le forti limitazioni in Paesi come la Cina o gli Stati Uniti.
Il Giappone è il maggior mercato nazionale per le scommesse a livello globale, in particolare grazie al gioco sull’ippica: Gbgc calcola che il mercato nipponico, insieme a quello di Uk, Corea del Sud, Francia e Hong Kong, rappresenti il 45% dei ricavi per le scommesse ippiche nel mondo.
L’assenza di mercati regolamentati in molte giurisdizioni, per la legge tra domanda e offerta di mercato, ha contribuito a far prosperare le offerte - spesso non autorizzate - su internet, che oggi rappresenta il 36% del totale dei ricavi per gli operatori di scommesse, circa 20 miliardi di euro. Il 40% di questa cifra è in mano a operatori “offshore”, quindi privi delle licenze nazionali di gioco, che sono però in calo, vista l’espansione delle regolamentazioni nei singoli Paesi.
PG/Agipro