ROMA - «Se ci deve essere una riforma del gioco, è necessario che gli operatori del settore siano coinvolti. Se sarà fatta in questo modo il risultato sarà buono». Massimiliano Pucci, presidente dell'associazione As.tro, è intervenuto nel corso del panel "Riflessioni per una riforma sostenibile" a SBC Digital Italia. Pucci ha ribadito i dubbi sulle linee guida emanate di recente dall'Osservatorio sul gioco patologico del Ministero della Salute. «Abbiamo presentato un'istanza di acceso agli atti, vogliamo capire se c'è stata una ricerca vera sui rischi di ludopatia. Finora non abbiamo avuto risposta, ma andremo fino in fondo». Il presidente ha criticato il fatto che l'Osservatorio «è l'unico caso in Europa formato solo da soggetti contrari al settore». Per questo «dobbiamo spingere per un tavolo di concertazione con le istituzioni, qualsiasi riforma che non ci vedrà attivi renderà debole il comparto. È necessario prendere parte a tutte le fasi decisionali ed è importante che chi decide del futuro del gioco non lo faccia in base a convinzioni personali ma su dati concreti». Secondo Pucci anche il settore deve rivedere il suo approccio con le istituzioni: «La questione territoriale si risolve se ascoltiamo i territori. Forse è il momento di cambiare comunicazione e di ascoltare le preoccupazioni delle Regioni, almeno quelle che non fanno del gioco una questione di bandiera».
LL/Agipro