ROMA - Sarà la Corte di Giustizia dell'Unione Europea a decidere sulla legittimità della normativa italiana in tema di sanzioni per la violazione del divieto di pubblicizzare giochi o scommesse con vincite di denaro nonché gioco d'azzardo. L'ha deciso il Consiglio di Stato con un'ordinanza pubblicata nell'ambito di un ricorso in appello proposto da Leovegas Gaming Plc per contestare la sentenza con la quale il Tar del Lazio nel giugno 2023 aveva respinto il suo ricorso contro il provvedimento sanzionatorio dell'Agcom.

Con la delibera contestata, l'Autorità aveva accertato che Leovegas - società con sede legale a Malta - per il tramite del canale televisivo satellitare Sky 237, aveva effettuato la pubblicità di alcuni giochi e slot machine; si arrivò a una sanzione da 50mila euro. Il provvedimento fu impugnato davanti al Tar, i cui giudici respinsero il ricorso. Leovegas deduce che l'attività svolta rientrerebbe nella categoria dei "servizi della società d'informazione", essendo concessionaria per l'offerta di giochi e scommesse a distanza, e offrendo quindi servizi secondo quanto previsto dallo schema di convenzione sottoscritto con l'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Adesso il Consiglio di Stato ha ritenuto sussistenti i presupposti per disporre il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia Ue. Dopo avere illustrato la normativa di diritto unionale e quella interna rilevante nel caso specifico, i giudici di Palazzo Spada hanno ritenuto sussistente un dubbio interpretativo sulla specifica direttiva europea nel caso in cui l'attività sia svolta mediante un canale televisivo. Di qui la questione pregiudiziale per la quale è stata chiesta la pronuncia della Corte di Giustizia. 

RED/Agipro

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