ROMA - «Per il 2020, stimiamo la chiusura di circa 390mila imprese del commercio e dei servizi e il 2021 inizia più in salita del previsto». Così Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, in un'intervista al "Mattino". Il numero uno della Confederazione fa il punto sulla situazione: «I consumi hanno avuto a dicembre una caduta, su base annua, dell'11%, caduta che supera il 60% per alberghi e ristorazione. Anche il Pil, a gennaio, registra, sempre su base annua, un tonfo dell'11%. È difficile immaginare, nei prossimi mesi, un "rimbalzo" nella misura prevista dal governo». Il ritorno alla normalità e la ripresa economica «diventano per ora un esercizio di speranza più che di proiezione di tendenze ragionevolmente prevedibili». Una valutazione realistica «porta a non escludere un mancato rimbalzo dell'economia italiana nel 2021, deludendo le aspettative di un concreto recupero di ampia parte delle perdite di prodotto e di consumi patite nel 2020». Le imprese hanno quindi «bisogno di tre certezze: ristori che siano tempestivi, ma anche inclusivi e adeguati, cioè svincolati dalla logica dei codici Ateco ed adeguatamente basati sul parametro oggettivo e universale delle perdite di fatturato subite; regole chiare sulla riapertura delle attività; un progetto condiviso sull'utilizzo efficace del Recovery Plan». RED/Agipro
Coronavirus, Sangalli (Confcommercio): "Prevista chiusura di 390mila imprese, servono ristori adeguati e regole chiare sulla riapertura"