ROMA - «Non c'è dubbio che lo sport sia stato molto toccato da questa crisi che ci ha colti  impreparati. Chiedere l'1% sulle scommesse sul calcio, sul betting, può essere un'idea, ma non so se è realizzabile». Così Franco Carraro, dirigente sportivo e politico, in un'intervista a Repubblica. Secondo Carraro, per gestire l'emergenza coronavirus nello sport e nel calcio è «più importante trovare il modo di aiutare le società dilettantistiche soprattutto con una dilazione degli oneri fiscali. Poi si possono anche aprire altri dibattiti». Sulla possibile riapertura del campionato a fine maggio Carraro sottolinea che «è giusto che si faccia l'impossibile per far riaprire il pallone e le sue competizioni, ma il calcio non può costruirsi e isolarsi sotto una maxi campana di vetro». Nella situazione attuale «le raccomandazioni scientifiche della federazione dei medici sportivi per la riapertura della attività e del campionato, che prevedono controlli e negatività di tutti, sono sostenibili sono da una decina di squadre». La proposta di Carraro è «darsi un ampio respiro e terminare la stagione calcistica entro il 20 ottobre, a seguire le competizioni internazionali». RED/Agipro