ROMA – Stop alla chiusura per una sala scommesse di Rimini: secondo il ricalcolo del percorso pedonale più breve, non ci sono luoghi sensibili a meno di 500 metri di distanza. Lo ha stabilito il Consiglio di Stato, che ha respinto il ricorso del Comune e confermato la decisione in primo grado del Tar Emilia Romagna, secondo cui la misurazione effettuata dalla polizia, considerando un attraversamento pedonale senza strisce, non teneva conto dell’incolumità di pedoni e automobilisti.
LA VICENDA - Nel giugno 2022 la società aveva impugnato il provvedimento di chiusura del Comune e il verbale della Polizia municipale, secondo cui la sala risultava a meno di 500 metri di distanza da un impianto sportivo, un istituto scolastico e una residenza sanitaria assistenziale. Il Tar aveva però accolto il ricorso della società, perché nel percorso pedonale più breve considerato non si teneva conto delle norme di tutela della sicurezza dei pedoni. Nel percorso, infatti, si trova un semaforo senza strisce in corrispondenza di un tratto stradale pericoloso, con quattro corsie di marcia senza mezzi dissuasivi della velocità. Il Consiglio di Stato ha confermato la decisione, apportando le stesse motivazioni. In breve, sebbene secondo la legge sia possibile attraversare con attenzione se le strisce distano più di cento metri, il calcolo delle distanze va effettuato in funzione di un tragitto che preservi l’incolumità, in linea con il Codice della Strada. Il tragitto in questione, si legge nella sentenza, appare pericoloso e non adatto a “preservare efficacemente la sicurezza di pedoni e automobilisti, senza metterne in pericolo l’incolumità, nel quadro di una normativa regionale in tema di distanziometro volta proprio alla tutela della salute collettiva”.
GL/Agipro
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