ROMA - Il Ministero dell'economia e l'Agenzia Dogane e Monopoli hanno chiesto di costituirsi parte civile nell'udienza preliminare al Tribunale di Roma nell'ambito dell'operazione “Rouge et Noir”. Si tratta dell'inchiesta che a dicembre del 2016 aveva portato all’arresto dell’imprenditore Francesco Corallo e di Giancarlo Tulliani, il cognato di Gianfranco Fini. Dieci le persone coinvolte nella vicenda, tra cui anche l’ex parlamentare Amedeo Labocetta, che risponde - insieme a Corallo - di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta di imposte, oltre che per associazione a delinquere. La costituzione parte civile del Ministero, si apprende a margine dell'udienza, è stata richiesta nei confronti di tutti gli indagati. Il Gup deciderà a breve se accogliere l'istanza. Secondo l’ipotesi dei pm, al fine di commettere «una serie di reati di peculato, riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte e appropriandosi di ingenti somme di denaro (oltre 85 milioni di euro) corrispondenti al mancato pagamento dei tributi erariali, dovuti dalla società concessionaria Atlantis World Group of Companies per l’attivazione e la conduzione operativa della rete, per la gestione telematica del gioco lecito mediante apparecchi da divertimento o intrattenimento», il sodalizio avrebbe «trasferito tra il 2004 e il 2007 la liquidità così illecitamente accumulata (oltre 50 milioni di euro) dai conti correnti della concessionaria verso conti correnti esteri olandesi, ed inglesi di altre società del Gruppo Corallo, e successivamente, verso un conto corrente di società offshore acceso a Saint Maarten riconducibile a Francesco Corallo». Contestato, inoltre, il trasferimento di 150 milioni di euro su conti correnti esteri, «al fine di sottrarsi al pagamento delle imposte dovute».
LL/Agipro