ROMA - Il Mef si prepara al confronto con le regioni in programma lunedì prossimo. Secondo quanto apprende Agipronews, via XX Settembre presenterà una controproposta basata sul sostanziale mantenimento della rete “disegnata” nel corso della trattativa con gli enti locali. Fissando però dei paletti: 39mila esercizi generalisti (non i 34 mila indicati dalle regioni), 4500 sale specializzate (non 2250), 9mila punti scommessa (non 8mila). Il totale è 52.500 punti gioco, “peraltro spesso sovrapposti” è scritto nel documento letto da Agipronews. Anche sul fronte degli apparecchi, il Mef non sembra disponibile a trattare: “Non si può scendere sotto le 200 mila slot e le 42.500 Vlt – invece rispettivamente di 180mila e 41.250 – senza provocare effetti di riduzione delle entrate”, spiega il ministero.
LUOGHI SENSIBILI - Anche sui luoghi sensibili – due secondo il Mef (Scuole di primo e secondo grado e Strutture sanitarie che ospitano centri di recupero delle dipendenze) e cinque secondo le regioni, che hanno aggiunto Luoghi di culto, strutture di aggregazione giovanile (palestre/oratori) e centri anziani – non si può “accettare l’inserimento di ulteriori categorie che moltiplicherebbe le aree di rispetto” determinando “l’impossibilità di allocazione dei punti di raccolta” e una “sicura riduzione delle entrate”. Scuole e centri di recupero, dunque: non altri luoghi in lista.
DISTANZE – Secondo il Mef, per gli esercizi certificati si può al massimo accettare “una distanza pari a 100 metri” per gli esercizi certificati e di “200 metri” per i non certificati. Qualsiasi altra scelta determinerebbe “una significativa contrazione delle entrate”. Le regioni avevano proposto rispettivamente 150 e 250 metri. La distanza tra le parti, in questo caso, non sembra eccessiva.
ORARI DI CHIUSURA - Per gli esercizi certificati dalle 5 alle 9 e dalle 13 alle 15. Per i non certificati la chiusura mattutina sarebbe fino alle 9.30, a condizione che gli orari siano riferiti agli apparecchi. Per le scommesse – in particolare “live” – la chiusura più ampia avrebbe infatti “un forte impatto erariale con lo spostamento del gioco dal fisico all’online oppure all’illegale”.
La trattativa riprende da qui e passerà anche da un confronto sull’abolizione dell’Osservatorio sul Gap e del fondo destinato alle regioni per contrastare la ludopatia – previsto dalla Manovra 2025 – e dall’eventuale destinazione di parte del gettito fiscale dei giochi alle regioni.
NT/Agipro