ROMA – La Conferenza delle Regioni e delle Province ha chiesto una “compartecipazione al gettito dell'imposta sugli apparecchi e congegni di gioco riferibile al territorio regionale, da utilizzarsi senza vincolo di destinazione”. Al Tavolo tecnico i rappresentanti del Ministero dell'Economia (Mef) hanno “confermato la disponibilità politica in tal senso”, collegando la questione alla riduzione dei punti di gioco in base a come verrà redatto il decreto. È quanto ha affermato Antonello Turturiello, coordinatore tecnico della Commissione Affari Finanziari della Conferenza delle Regioni, in merito alla riforma del gioco retail. Una posizione illustrata nel documento presentato nel convegno, a Roma, “Gioco legale: serve una riforma”, organizzato dalla Fondazione Bruno Buozzi.
Lo schema del provvedimento di riordino – attualmente in fase di redazione da parte dei tecnici Mef - “non dovrebbe avere effetti finanziari significativi sui bilanci regionali”. Giudizio positivo anche sulla proposta del Mef su “Certificazione punti vendita: criteri di gioco consapevole e tutela del giocatore; compliance e sicurezza”, considerata” strategica per migliorare gli standard di prevenzione e sicurezza dei punti gioco”. Sul tema dei luoghi sensibili e sulle distanze si valutano positivamente l’introduzione di meccanismi stringenti per implementare gli standard qualitativi e di sicurezza delle attività commerciali (certificazione dei punti).
“I coordinamenti Affari Finanziari e Salute Sub Area Dipendenze patologiche concordano sulla necessità di concertazione, tra lo Stato, le Regioni e gli Enti locali, di regole uniformi e certe in materia sul territorio nazionale”. Citando il rapporto approvato dalla Conferenza delle Regioni il 18 dicembre 2024, Turturiello vede come punti fondamentali di una riforma efficace: la possibilità di “indire gare nazionali in ambito interregionale con nuove regole”, obbligo di standard tecnici e investimenti in sicurezza e formazione; la tutela della salute "al pari degli altri interessi pubblici", anche valutando, per non ridurre il gettito fiscale, misure alternative all'aumento del numero dei giocatori; verifica della maggiore età; controlli generalizzati e contrasto all'illegalità; salvaguardia dell'occupazione nelle piccole e medie imprese. “Solo nuove gare – ha precisato – permetterebbero di inserire l'obbligo di incrementare gli investimenti in sicurezza e prevenzione”.
DVA/Agipro