ROMA - Alcuni concessionari del gioco fisico stanno incontrando in queste ore l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust) per valutare la questione del rischio di oligopolio con il riordino del settore retail. Lo ha rivelato, in un articolo su "La Discussione", Riccardo Pedrizzi, ex deputato e senatore di Alleanza Nazionale ed ex presidente della Commissione Finanze di Palazzo Madama. Il rischio di un’eccessiva concentrazione torna centrale, ancora una volta, nel dibattito sulla riforma del settore. "Un’eventuale ulteriore riduzione dei gruppi effettivamente indipendenti - scrive Pedrizzi - indotta dalla prevista soglia del 35%/40% indicata dalla riforma del gioco fisico, attualmente all’esame del Ministero dell’Economia e delle Finanze, potrebbe determinare condizioni tali da superare, e di tanto, la soglia di attenzione antitrust".

Secondo l'ex parlamentare, la combinazione tra soglie di concentrazione di mercato più alte, riduzione dei punti gioco e degli apparecchi e gara con offerta al rialzo potrebbe portare a una "vera e propria distorsione del mercato, favorendo gli operatori maggiormente capitalizzati, con rischio di coordinamento tacito e con evidente drastica riduzione della contendibilità del mercato". Il tutto comporterebbe un calo del gettito fiscale per lo Stato e un "indebolimento della capacità regolatoria dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli a fronte di operatori sempre più grandi e sistematicamente rilevanti". La distorsione del mercato potrebbe anche portare a un ulteriore taglio dei punti fisici, come forma di riequilibrio, come accade, ricorda Pedrizzi, nel settore bancario.

Preoccupazione anche per i tempi stretti per la presentazione del decreto legislativo che rischia di arrivare, scrive l'ex parlamentare, senza un vero confronto tra il Governo e gli operatori del settore, soprattutto in vista dell'incontro, previsto per domani, fra i tecnici del Mef e i rappresentanti degli enti locali, altro passaggio cruciale. Dopo la presentazione in Consiglio dei Ministri, il decreto dovrà ottenere anche l’intesa nella Conferenza Unificata Stato-Regioni, per poi essere esaminato dalle commissioni parlamentari competenti. La delega al Governo per la riforma fiscale, a cui è legato anche il riordino del gioco retail, scadrà il 29 agosto e l'eventualità di un rinvio della riforma alla prossima legislatura non è così remota.

DVA/Agipro

 

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