ROMA - Pastorino sottolinea la particolare situazione dei tabaccai: «Siamo concessionari a tutti gli effetti, il Governo non deve confonderci con altri esercizi che operano solo sulla base di un’autorizzazione comunale, perché non siamo la stessa cosa. Come concessionari siamo già tenuti a seguire corsi di formazione. Abbiamo inoltre la possibilità di investire su tecnologie in grado di limitare le giocate e di impedire l’accesso ai minori. E le sanzioni in caso di violazione delle norme sul gioco sarebbero molto dure, rischieremmo di perdere la concessione, per cui siamo ancora più motivati a fare tutto secondo le regole». Con l’attuale progetto, spiega ancora Pastorino, «si mette in discussione l’ordine pubblico, che è il primo obiettivo del gioco legale, anche più della tutela della salute. Nascerebbero decine di mini casinò e la situazione si farebbe pericolosa per gli altri esercenti, che probabilmente sarebbero costretti a installare apparecchi fuorilegge imposti dalla criminalità organizzata». (fine) LL/Agipro