ROMA - E’ saltato l’incontro tecnico tra ministero dell’Economia e regioni in programma per domani. In agenda, era prevista la discussione sui contenuti del riordino del gioco retail. Non è ancora stata fissata una data per il nuovo confronto tra le parti. Secondo quanto si apprende, il rinvio sarebbe stato richiesto dalle regioni, al cui interno esistono divisioni su alcuni principi della riforma. Solo pochi giorni fa, Agipronews aveva rivelato i contenuti del documento della risposta delle regioni alla proposta del Mef, basata su una riduzione controllata dell’offerta e sulla certificazione dei punti vendita. Gli enti locali hanno confermato di puntare ad una ulteriore riduzione del network del gioco legale, anche introducendo un doppio distanziometro (150 e 200 metri) dai luoghi sensibili. Gli esercizi generalisti – rispetto alla proposta governativa – sarebbero ridotti a 34 mila unità invece dei 40mila bar e tabacchi proposti. Le sale dedicate, secondo le regioni, dovrebbero scendere a 2250 invece delle 5mila previste dall’Economia, sarebbe consentita l’attività di 8mila punti scommesse invece di 10mila (il 47% in meno rispetto ai tetti della legge di Stabilità 2016). La controproposta regionale porterebbe il network legale a meno di 45 mila esercizi (per l’esattezza 44.250) invece dei 55mila stimati da via XX Settembre. Inevitabili sarebbero i contraccolpi negativi su posti di lavoro, presidio del territorio, capacità di contrasto a gioco illegale e ludopatia, contrazione del gettito: almeno 500 milioni annui.

NT/Agipro