ROMA - Riprendono i lavori del tavolo tecnico tra ministero dell’Economia e rappresentanti delle Regioni, con l’obiettivo di trovare un accordo sul riordino dei giochi retail da sottoporre poi all’approvazione della Conferenza Unificata Stato-regioni. Secondo quanto apprende Agipronews, dopo uno stop di qualche settimana, è stato fissato per lunedì 25 novembre un nuovo confronto tra le parti. Il precedente appuntamento era stato cancellato per la necessità di approfondire i principi della riforma da parte delle regioni, combattute tra esigenze sanitarie e necessità di bilancio. Agipronews aveva già rivelato i contenuti – considerati fin troppo rigidi dalla controparte istituzionale e dall’industria - della risposta delle regioni alla proposta del Mef, quest’ultima basata su una riduzione controllata dell’offerta e sulla certificazione dei punti vendita. Gli enti locali avevano comunicato di voler puntare ad un’ulteriore riduzione del network legale, anche introducendo un doppio distanziometro (150 e 200 metri) dai luoghi sensibili (cinque categorie invece di due), e portando a 34 mila unità i bar e le tabaccherie autorizzate ad ospitare prodotti di gioco. Tagli anche al numero di sale dedicate e ai punti scommessa, oltre che agli orari di apertura degli esercizi. La controproposta regionale porterebbe il network legale a meno di 45 mila punti vendita invece dei 55mila stimati da via XX Settembre. Inevitabili sarebbero i contraccolpi negativi su posti di lavoro, presidio del territorio, capacità di contrasto a gioco illegale e ludopatia, oltre ad una drastica contrazione del gettito, valutata in almeno 500 milioni annui. La trattativa riprende da qui e passerà anche da un confronto sull’abolizione dell’Osservatorio sul Gap e del fondo destinato alle regioni per contrastare la ludopatia – previsto dalla Manovra 2025 – e dall’eventuale destinazione di parte del gettito fiscale dei giochi alle regioni.
NT/Agipro