ROMA – “Quello che conta adesso è che il riordino del settore retail veda la luce il prima possibile per non consentire un aumento del divario di trattamento” rispetto all’online, “non solo a tutela dell’integrità delle imprese e dei posti di lavoro impegnati nelle filiere del comparto del territorio, ma ancor prima per la tutela effettiva dell’utente, per il mantenimento dei presidi di legalità sui territori e per il mantenimento dei livelli di gettito erariale”. È quanto si legge in una nota di Acadi, firmata dal presidente Geronimo Cardia, che ha fatto seguito all’approvazione definitiva del decreto di riordino dei giochi online, avvenuta nella seduta di ieri del Consiglio dei ministri.

L’associazione, in particolare, fa riferimento alla “minore leva fiscale rispetto alla spesa” a cui è sottoposto il settore online rispetto al retail, con quest’ultimo che deve fare i conti con misure, quali le limitazioni orarie e il cosiddetto distanziometro, “che, nei fatti, si son dimostrate selettivamente espulsive, discriminatorie, disorganiche e, in quanto tali, non efficaci”. Aspetti che andranno risolti in Conferenza Stato-Regioni: “Nelle interlocuzioni in Parlamento – prosegue Acadi – ci è stato spiegato che una delle ragioni per le quali è stata data precedenza all’online è che il riordino del territorio richiederebbe più tempo perché occorre superare il problema della questione territoriale”.

RED/Agipro

Foto credits Pqsels CC0 1.0 Universal