ROMA - Sul riordino delle norme sui giochi in Conferenza Unificata «ci sono ancora alcune questioni da risolvere», come «le distanze dai luoghi sensibili e gli orari in cui è possibile giocare: l’auspicio è che su questi aspetti si possa trovare a breve un’intesa» e, «personalmente, auspico che si possa chiudere prima della fine dell’estate». Lo ha detto il senatore del Pd Franco Mirabelli, che domenica scorsa è intervenuto alla Festa del PD di Curtatone (MN). «Sulle distanze, ad esempio, si sta andando verso l’idea che, anziché essere la Conferenza a decretare una distanza identica per tutti, si stabilisca invece un impegno da parte di Regioni e enti locali a rispettare il numero dei punti gioco stabiliti per concessione statale sul territorio e che poi siano gli enti locali stessi a indicare dove realizzarli», ha spiegato. «La preoccupazione sulle distanze è che, introducendo misure troppo rigide, si finisca per creare delle “cittadelle del gioco” che poi diventano difficili da controllare e a rischio degrado. Se un Comune preferisce intraprendere questa strada può anche farlo, ma deve essere una scelta consapevole», ha concluso. RED/Agipro