ROMA - “Il prodotto gioco è molto delicato, come lo è il tabacco ad esempio. In quel settore non esiste il principio dei punti sensibili, non ci sono divieti o distanze. Comprare un pacchetto di sigarette è facilissimo, le distanze valgono tra locali di vendita e non rispetto a ipotetici luoghi sensibili. I luoghi sensibili sono stati scopiazzati nei primi anni dalle distanze che nel 1990 valevano per i ripetitori telefonici Gsm. Cosa c’entra tutto questo con la tutela dei consumatori? La sintesi può farla solo la politica, senza i corto circuiti istituzionali in corso dal 2011. I tribunali in sede giurisdizionale difendono le distanze, in altre funzioni avvertono che le gare non possono essere fatte perché il territorio è impraticabile. Occorre presidiare i territori, non abbiamo bisogno di ulteriori rinvii. La rappresentanza è molto divisa, ci sono tante tipologie di gioco con tanti interessi collegati”. Lo ha detto Geronimo Cardia, presidente di Acadi, nel corso del convegno su “Le regole del gioco” organizzato a Napoli dall’Associazione Gestori Scommesse (Agsi). Secondo Gianmaria Chiodo, presidente di Confederazione noleggiatori italiani (Cni), “La legge Campania è la migliore in Italia, ma ora c’è bisogno del riordino. Ci devono essere regole nazionali certe, la Conferenza Unificata dovrà trovare una soluzione. La Dipendenza da gioco esiste e non possiamo negarlo, la soluzione non può essere il distanziometro, che ha ghettizzato il gioco e lo ha reso meno controllabile. Gli imprenditori sono avamposti di legalità, nessuno deve rovinarsi con il gioco, anche le imprese del settore lo sanno e lo condividono. Distanza tra punti, formazione dei gestori, un maggior controllo del territorio: questi devono essere i cardini della riforma. il cambiamento deve essere anche culturale, l’attività dell’industria deve essere considerata parte della vita dei cittadini”.
NT/Agipro