ROMA - Le Regioni dovrebbero «finanziare ricerche serie in grado di fornire dati reali sulla epidemiologia del fenomeno e sulle caratteristiche principali che possono aiutare a capire e quindi intervenire adeguatamente». Lo spiega Maurizio Fea, responsabile nazionale per il gioco di Federserd, in una nota che commenta la proposta presentata dal Governo alla Conferenza Unificata in merito al riordino delle norme sui giochi. 
«La povertà di dati epidemiologici» sul numero dei giocatori patologici «è frutto sia del totale disinteresse mostrato dai governi degli ultimi tre anni per le tematiche della dipendenza, sia della scarsa tempestività e capacità dei servizi a fornire le informazioni e della poca incisività delle Regioni a sostenere questi processi virtuosi che dovrebbero essere alla base di qualsivoglia scelta di policy in materia», continua Fea. «Anche la magistratura, in più occasioni, ha bocciato i provvedimenti adottati da Regioni e Comuni con la motivazione, ineccepibile, che i dispositivi adottati non sono sostenuti da elementi epidemiologici che ne giustifichino le finalità restrittive». RED/Agipro