ROMA -  Le distanze minime dei punti gioco dai luoghi sensibili "per me non servono a nulla: il distanziometro è uno strumento inutile" perchè "già esiste il divieto di gioco per i minorenni". Lo ha detto il presidente di Sapar, Domenico Distante, durante il seminario su "La regolamentazione del settore dei giochi: stato dell'arte e scenari futuri" organizzato da IGT e dall'Istituto per la Competitività (I-Com). "Nel corso degli ultimi 10 anni, spesso Regioni e Comuni hanno legiferato, cambiando le carte in tavola con gli imprenditori che hanno investito secondo quanto prevedeva la legge: questa legge delega serve (speriamo che venga approvata quanto prima) e deve essere univoca su tutto il territorio nazionale per tutelare tutte le piccole e medie imprese", ma "se non sarà fatta insieme" agli enti locali "non servirà a niente. Bisogna ripartire" dall'accordo raggiunto "in Conferenza Unificata" nel 2017. Infine, "non dimentichiamo che abbiamo anche il problema delle banche, con le chiusure di conti correnti senza giustificato motivo", che "ci mettono in difficoltà, perché per legge dobbiamo tracciare tutti i pagamenti. Mi auguro che il Governo e il direttore ADM Alesse possano intervenire" con una norma.
"Il settore del gioco, nell'ultimo decennio, è stato fortemente condizionato dalle leggi regionali. C'è bisogno di avere certezza, è necessario un riordino che restituisca al settore un quadro normativo chiaro", senza "cadere negli stessi errori compiuti in passato, altrimenti rischiamo di replicarli", ha aggiunto il presidente di STS, Emilio Zamparelli, che ricorda che "diversi studi dimostrano che il distanziometro non si è dimostrato utile" per i giocatori problematici o a rischio, perché sono quelli che si spostano, "a differenza dei giocatori sociali". Poi, con la diffusione del gioco online, è anacronistico "parlare di limitazioni e fasce orarie: c'è bisogno di fare una riflessione su questi strumenti", per valutare "se siano stati effettivamente utili alla tutela del giocatore".  
MSC/Agipro

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