ROMA - «L'intesa è soddisfacente perché bisogna ricordarsi il punto di partenza: un'esasperata diffusione dell'offerta di gioco sul territorio nazionale, con una crisi di regole. Su questo abbiamo deciso di operare un intervento innovativo, riducendo l'offerta delle AWP e dimezzando i punti gioco a circa 50-55mila nell'arco di tre anni. È una svolta considerevole rispetto al passato». Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta, nel corso del programma "Al di là della notizia" su Radio Vaticana, illustrando l'intesa sul riordino delle norme sui giochi raggiunta in Conferenza Unificata insieme agli enti locali. «Per legge non possiamo vietare il gioco, anche perché la criminalità organizzata è sempre in agguato: dobbiamo invece ridurlo e regolamentarlo, soprattutto per tutelare i cittadini», ha spiegato Baretta. 
«Nell'intesa abbiamo accentuato le forme di controllo, la Commissione Antimafia ha suggerito delle regole nuove che abbiamo adottato, diamo maggiori poteri alla polizia locale. Non bisogna mai mollare la presa», ha continuato. «Per quanto riguarda le entrate, abbiamo iniziato un percorso lungo di inversione di tendenza ma ci tenevo a mettere un punto fermo sulla direzione di marcia. Per un lungo periodo si è badato solo alle entrate, ora è solo uno degli aspetti: la direzione di marcia che abbiamo invidivuato riguarda la tutela della salute e la lotta alla criminalità. Ovviamente dobbiamo considerare anche le entrate, ma dobbiamo mettere in conto una riduzione», ha ricordato. Il processo di riforma che si avvia «vedrà nuove tappe, come il gioco online, su cui siamo ancora impreparati. Sulla pubblicità abbiamo fatto dei primi passi, molto importanti ma non sufficienti», ha concluso. 
MSC/Agipro