ROMA – L'Italia è il Paese europeo con la percezione più negativa del gioco. Solo il 30% degli Italiani lo vede positivamente, contro un 56% che ha un'immagine negativa. Lo sostiene la ricerca di Swg-Brightstar “Le regole del gioco, Italia ed Europa a confronto”, presentata oggi a Roma da Riccardo Grassi, responsabile di ricerca Swg.
Secondo l'indagine, effettuata su un campione di 5mila intervistati, il 67% degli Italiani ritiene che sia giusto limitare il gioco per proteggere i cittadini dai rischi della ludopatia, un dato nettamente maggiore rispetto al 48% della media europea. Solo il 40% degli italiani fa prevalere l'approccio più liberale al gioco. Un discorso che si estende anche alla percezione di una ludopatia diffusa che, in Italia, è circa il doppio del dato medio europeo. Questo porta a considerare insufficienti le attuali misure in campo contro il gioco problematico o patologico.
La ricerca di Swg ha affrontato anche la predisposizione al rischio dei giocatori italiani. I dati mostrano come l'indice di trasgressione dei “grandi giocatori” sia il triplo di quello di chi gioca poco. Quello di chi gioca poco è invece sostanzialmente identico a quello di chi non gioca. Lo studio, ha spiegato Grassi, considera “grande giocatore”, chi spende circa 150 minuti al mese giocando.
“Il 32% dei giocatori italiani – ha concluso Grassi – dimostra una consapevolezza del rischio del gioco molto bassa, influenzata da un divieto di pubblicità che non permette di distinguere bene gioco legale e illegale. La metà dei giocatori italiani ha uno scarto cognitivo tra ciò che pensa del gioco e ciò che fa. Su questo dato pesa lo stigma sociale che ancora colpisce il settore”.
DVA/Agipro