ROMA - «Il Piemonte è l'unica regione in Italia ad avere stabilito la retroattività dei limiti al gioco e stiamo conducendo una ricerca proprio sui giocatori in cura presso i servizi regionali. Circa tre quarti delle persone in cura presso i servizi piemontesi accedono per problemi con apparecchi da gioco. Un dato che va considerato quando si parla dei rischi legati all’azzardo». Lo ha evidenziato Paolo Jarre, direttore del Dipartimento "Patologia delle dipendenze" dell'Asl di Torino, nel corso del convegno "Il gioco d’azzardo in Italia", all'Istituto Superiore di Sanità. Dai dati della ricerca è emerso che il 67,4% dei soggetti entrati in cura in Piemonte ha avuto un rapporto problematico con gli apparecchi; l’11,2% ha invece indicato le lotterie istantanee. Una tendenza che apparentemente sta cambiando dopo l’entrata in vigore della legge regionale. «In termini di perdite-spesa, in base all'analisi che stiamo effettuando, si è passati dagli apparecchi alle scommesse sportive, vista la contrazione delle slot sul territorio». SA/Agipro