ROMA - “Dobbiamo collegare l'educazione al gioco legale all'educazione finanziaria per far capire ai giovani quando è il momento di fermarsi perché si rischia di cadere nella dipendenza”. Queste le parole di Elena Murelli, senatrice della Lega, durante la presentazione, a Roma, della nuova ricerca di Swg dell’Osservatorio sul gioco pubblico “Giocare da grandi”, in collaborazione con Brightstar.
“Bisogna sempre distinguere – ha aggiunto – chi gioca per divertimento, chi gioca per sfida, e chi gioca perché viene da situazioni fragili e problematiche e può cadere nella dipendenza. Come istituzioni, dobbiamo inoltre contrastare sempre il gioco illecito. Le tecnologie ci sono e ci aiutano in tutto questo: pensiamo non solo all'intelligenza artificiale, ma anche ai limiti di tempo e di puntata o ai sistemi di autoesclusione. È necessario incentivare sempre di più le forme di prevenzione che anticipino la ludopatia prima che si sviluppi”. Per quanto riguarda il tema del riordino del gioco, Murelli ha sottolineato l'importanza di garantire “uniformità di regole e livello nazionale, e standard uguali per tutti, che tutelino gli operatori legali del settore che agiscono sul territorio e rispettano le regole”.
“Le leggi di contrasto al gioco patologico, concentrate solo sulle distanze dai luoghi sensibili e sulle fasce orarie, ormai appartengono al passato”, ha commentato Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico. “Le nuove generazioni – ha spiegato – hanno nuovi paradigmi nell'approccio al denaro e al digitale. Dobbiamo concentrarci sul contrasto al gioco illegale online dove sono tante le infiltrazioni della criminalità organizzata. Sono necessari una corretta educazione digitale e il miglioramento delle campagne pubblicitarie sul gioco responsabile”.
“Il rischio fa parte del gioco – ha aggiunto Andrea Barabotti, deputato della Lega – ma deve essere un rischio regolato e consapevole, affrontato nel modo corretto e con la dovuta educazione finanziaria. La tecnologia sicuramente ci aiuta, ma deve avere limiti etici. Questo vale non solo per il gioco ma anche per l’intelligenza artificiale e i social network”.
DVA/Agipro
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