ROMA - In questo periodo di lockdown a causa della pandemia di coronavirus, «abbiamo azzerato completamente i ricavi. Dall'8 marzo siamo stati obbligati a stare chiusi e, per ora, non è definita la data della riapertura, anche se la prossima settimana ripartiranno diverse competizioni sportive. Finché non viene fatto un Dpcm con le relative linee guida e i protocolli, non possiamo riaprire: tra sale scommesse, sale bingo e sale slot ci sono circa 80.000 persone che non lavorano più. Si tratta di cittadini, padri e madri di famiglia come tutti gli altri, e sarebbe ingiusto continuare a discriminarli». E' la denuncia di Maurizio Ughi, presidente di Obiettivo 2016, in un'intervista al Riformista. «Senza un intervento del Governo e dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, non siamo in grado di accettare scommesse. Abbiamo mandato tutte le nostre considerazioni al Comitato tecnico-scientifico e al Governo ma, per ora, non abbiamo ricevuto risposte. Questa assenza rischia di favorire chi agisce nell'illegalità», conclude.
RED/Agipro