ROMA - «Abbiamo una data di riapertura, e considerato che fino a oggi il Governo non aveva mai parlato di giochi è un aspetto positivo. Tuttavia, nessuno ha focalizzato l'attenzione sulla nostra attività e sul suo funzionamento e questo è un messaggio negativo». Così ha detto Maurizio Ughi, vicepresidente di Agisco, commenta il decreto legge sulle nuove riaperture approvato ieri dal Consiglio dei ministri, che ha fissato la ripresa delle attività di sale giochi, scommesse, bingo e casinò al 1° luglio. «Lo slittamento a inizio luglio è un grosso danno per le sale, già messe duramente alla prova», spiega ad Agipronews. La situazione è particolarmente critica per i punti scommesse: «Al termine del campionato, l'unico momento di gradimento per la clientela saranno gli Europei, che però potremo proporre solo quando saranno quasi alla conclusione. Si tratta di una disattenzione evidente per questo tipo di attività, o di mancata competenza. Sembra che nessuno abbia riflettuto in maniera compiuta per capire la data più opportuna di riapertura». Le considerazioni sanitarie, secondo Ughi, non sono sufficienti a spiegare il ritardo nella ripartenza: «Riaprire quindici giorni prima non avrebbe cambiato nulla dal punto di vista del contagio. Le sale erano sicure già lo scorso anno, figuriamoci ora che una buona fetta di clientela è stata vaccinata». Per il vicepresidente Agisco «è stata mostrata superficialità nei nostri confronti, forse chi aveva preso in carico le nostre in cabina di regia si è documentato male».
LL/Agipro
Riaperture sale giochi, Ughi (Agisco): "Slittamento a inizio luglio decisione superficiale, senza gli Europei grande danno per gli operatori"