ROMA - «Trovo ingiusto che migliaia di piccole medie imprese ed esercenti che operano nel mondo dell’intrattenimento e del gioco legale subiscano discriminazioni di questo tipo. Ancora più ingiustificato è che sia il governo a discriminare in un momento come questo. Sappiamo, però, che questo governo ha numerosi preconcetti e vive di una propaganda dannosa, miope e anacronistica nei confronti di molti settori». Così la deputata Benedetta Fiorini (FI), in un'intervista ad Affariitaliani.it, commenta la mancata riapertura di sale giochi, bingo e scommesse dopo un blocco di tre mesi che ha messo in ginocchio circa 150.000 lavoratori. «Le norme e le procedure di sicurezza previste per le attività commerciali e i centri d'arte possono tranquillamente essere rispettate anche all’interno dei punti vendita del gioco. Non c’è alcun motivo razionale per impedire il riavvio del comparto, che ha contribuito in maniera determinante, anche con importanti investimenti privati, a contrastare l’illegalità», ha spiegato. «Chiedo solo parità di trattamento» per le «migliaia di famiglie che impiegano lavoratori nel settore, il cui lavoro è a rischio e in una emergenza economica come quella in cui siamo ciò non è ammissibile, poiché sono pressoché invisibili agli occhi dello Stato».
RED/Agipro