ROMA - Gli operatori attivi in nove mercati europei regolamentati valutano con 7 su 10 l’efficacia delle norme a tutela dei giocatori. Lo afferma il rapporto “International Player Safety Index” di SbcMedia, commissionato da 1xBet, basato su interviste a operatori e regolatori di Regno Unito, Irlanda, Germania, Italia, Spagna, Portogallo, Danimarca, Svezia e Paesi Bassi. Il testo evidenzia però gravi incoerenze tra le giurisdizioni: il 70% degli operatori modifica in modo significativo il proprio approccio da un paese all’altro e solo un terzo mantiene pratiche uniformi. Oltre il 60% ritiene efficace la regolamentazione nel proprio mercato principale, ma il 43% continua a lamentare problemi e il 26% parla di linee guida poco chiare. Differenze nei limiti di deposito, nei controlli di accessibilità economica e negli obblighi di monitoraggio dei giocatori creano complessità operative e, talvolta, rischi involontari per gli utenti.
Paesi a confronto - Il Player Safety Index segnala situazioni critiche in alcuni mercati, in particolare in Portogallo, dove gli operatori denunciano norme che limiterebbero gli interventi tempestivi nei confronti dei giocatori a rischio. All’opposto, nel Regno Unito le autorità spingono per azioni preventive immediate. La Spagna si prepara a introdurre entro il 2026 un algoritmo obbligatorio per la protezione dei giocatori, mentre le restrizioni pubblicitarie restano la misura più diffusa in Europa (richieste dal 95% dei regolatori). Molti operatori chiedono inoltre di avere maggiori canali di dialogo con le autorità, temendo che le richieste di chiarimento possano sfociare in indagini anziché in collaborazione.
Il caso Italia - Italia e Spagna, pionieri della regolamentazione, hanno intensificato i controlli negli ultimi anni. L’Italia mantiene dal 2018 il divieto totale della pubblicità del gioco d’azzardo, mentre Madrid continua a tentare una stretta simile. Secondo lo studio, gli operatori attivi in Italia giudicano le norme sulla protezione dei giocatori “molto chiare”, un dato che distingue il mercato italiano da gran parte degli altri mercati europei.
Il futuro: personalizzazione e AI - Il settore si muove verso sistemi di protezione personalizzati, basati su analisi individuali dei comportamenti dei giocatori e sostenuti da strumenti interni e dall'intelligenza artificiale. Resta però un interrogativo centrale: le nuove tecnologie miglioreranno davvero la tutela o rischiano di ampliare ulteriormente la frammentazione normativa in Europa occidentale? Secondo gli operatori, non tutte le autorità procedono alla stessa velocità sul tema più importante per il futuro del mercato dei giochi.
NT/Agipro