ROMA - «La vicinanza geografica con la Campania e i collegamenti diretti con la Capitale fanno del Lazio uno sbocco strategico per i clan camorristici, che nel tempo si sono insediati nelle province di Roma, Frosinone e Latina: una menzione particolare merita il settore dei giochi e delle scommesse, anche questo di primario interesse del clan dei Casalesi». E’ quanto si legge nella relazione della Direzione Investigativa Antimafia relativa al secondo semestre 2016, presentata al Parlamento dal Ministero dell’Interno. «Al riguardo, si richiama l’esecuzione nei primi giorni di agosto, da parte della Guardia di Finanza, di una misura di prevenzione patrimoniale emessa dal Tribunale di Frosinone nei confronti di un imprenditore casertano, già destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in quanto parte integrante di un’organizzazione criminale campano-laziale, espressione anch’essa degli interessi dei Casalesi e attiva nel settore delle scommesse illegali online: tra i beni sequestrati figurano alcune unità immobiliari dislocate a Formia e quote di società aventi sede a Latina», si legge nella relazione. «Le strategie elaborate dai clan camorristici appaiono sempre più orientate a progressive collaborazioni ad alleanze trasversali con altre organizzazioni mafiose nazionali e sodalizi stranieri». Queste «forme di collaborazione potrebbero essere perpetuate anche in relazione al gioco illecito, dove i Casalesi, ad esempio nelle periferie di Roma, sembrano aver acquisito un particolare know how nella gestione condivisa con altre consorterie di questo fruttuoso settore». Ad esempio, «la famiglia Pagnozzi, di stanza tra Benevento e Caserta, si sarebbe invece radicata nella zona sud-est della Capitale: fatti giudiziari del recente passato ne hanno accertato l’operatività nel quartiere Tuscolano, nelle piazze di Centocelle, Borghesiana, Pigneto e Torpignattara, con riferimento allo spaccio di stupefacenti e al gioco illecito».
MSC/Agipro