ROMA - Il centro studi britannico Social Market Foundation (SMF) propone di trattare il gioco problematico come una questione di salute pubblica, al pari di alcol, droghe e tabacco. In un nuovo rapporto, l'organizzazione chiede un cambio di approccio, puntando soprattutto sulla prevenzione e sull'individuazione precoce dei casi a rischio.
Tra le proposte avanzate c'è la creazione di una banca dati nazionale sui danni legati al gioco, che raccolga informazioni dagli organismi sanitari territoriali e consenta di monitorare meglio il fenomeno e i percorsi di assistenza.
Secondo lo SMF, gli attuali servizi sono spesso troppo orientati alla gestione dei problemi già emersi e mancano strumenti per intercettare in anticipo le situazioni più fragili. Per questo il centro studi propone di inserire domande sul comportamento di gioco nelle valutazioni sanitarie di routine e di garantire una maggiore uniformità dei servizi di trattamento sul territorio.
Il rapporto richiama anche il modello adottato in altri Paesi, come Nuova Zelanda e Norvegia, dove il contrasto ai danni da gioco è stato integrato nelle strategie di salute pubblica.
Lo SMF sottolinea che, sebbene solo il 2,7% degli adulti britannici sia classificato come giocatore problematico, la prevenzione resta fondamentale per contenere il fenomeno e migliorare l'intervento delle strutture sanitarie.
FRP/Agipro
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