ROMA – Fumata nera per il Registro Unico degli Operatori di Gioco (Ruog) prevista dal Decreto Fiscale, anche se resta obbligatoria entro il 20 gennaio l'iscrizione al “vecchio” registro Ries, riservata agli operatori degli apparecchi da intrattenimento. L'adesione al nuovo Registro diventerà obbligatoria solo dopo l'emanazione del decreto ministeriale del Mef previsto dalla legge; in assenza delle disposizioni applicative, resta quindi in vigore solo l'obbligo di iscrizione all’elenco per chi opera nel settore slot machine e Videolotteries. Il rinnovo dell’iscrizione per il 2020 al Ries dovrà essere effettuato entro il 20 gennaio con il versamento di 150 euro, specifica una nota dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il Ries sarà abrogato solo dopo l'istituzione del Registro Unico che, secondo la relazione tecnica sul Decreto fiscale, apporterà maggiori entrate per oltre 27 milioni di euro all'anno, a questo punto non prima della metà del 2020. La novità, secondo quanto spiegato dal Governo nella relazione tecnica al Decreto fiscale, si è resa necessaria per contrastare le infiltrazioni della criminalità organizzata nel settore dei giochi e la diffusione del gioco illegale, nonché per perseguire un razionale assetto sul territorio dell’offerta di gioco pubblico. L’iscrizione al Registro costituirà quindi titolo abilitativo per i soggetti che svolgono attività legate al gioco pubblico: per chi non adempirà, sono previste l’applicazione di una sanzione amministrativa di 10mila euro e l’impossibilità di iscriversi al Registro per i successivi 5 anni. NT/Agipro
Registro Unico Operatori di Gioco: in ritardo il decreto Mef, resta obbligatoria l'iscrizione al Ries entro lunedì 20