ROMA - «Vengono fornite solo alcune linee generali» sulla riforma fiscale e «non si fa accenno a un quadro finanziario di riferimento, ossia alle risorse che si intende destinare a tale scopo, anche tenuto conto che l’entità delle risorse a oggi destinate alla riforma appaiono insufficienti a finanziare gli obiettivi indicati. Solo dopo aver fissato tale quadro, sarà possibile discutere e decidere la direzione di riforma che si vuole intraprendere». Lo ha detto Chiara Goretti, consigliere dell'Ufficio parlamentare di Bilancio, ascoltata in audizione nelle Commissioni Bilancio di Camera e Senato sul Recovery Plan. 
Inoltre, il Piano «non sembra dedicare adeguata attenzione a quali nuovi strumenti possano essere adottati per contrastare efficacemente infiltrazioni criminali, frodi ed episodi corruttivi nella gestione dei progetti», spiega. Sarebbe «necessario introdurre un sistema di raccolta, organizzazione e analisi di categorie standardizzate di dati e informazioni al fine di prevenire, rilevare e correggere irregolarità gravi, come anche rafforzare la capacità di recupero delle risorse indebitamente erogate da parte delle Autorità di gestione dei fondi europei». 
Infine, sottolinea nella sua relazione, la velocità di attuazione dei progetti «non dovrebbe compromettere un’altra finalità importante del Piano, l’internalizzazione e valorizzazione di un nuovo modo di disegnare le politiche pubbliche, basata sulla identificazione delle priorità, la selezione dei progetti che meglio soddisfano quelle priorità, la misurazione e il controllo dei risultati attesi». 
MSC/Agipro