ROMA - Il Recovery Plan non è solo «un insieme di progetti», ma rappresenta «soprattutto il destino del Paese». Lo ha detto il premier Mario Draghi, intervenuto in Aula alla Camera per illustrare i contenuti del Piano nazionale di ripresa e resilienza, a cui «è strettamente legato il nostro futuro». Il Piano è articolato in progetti di investimento e riforme. «L'accento sulle riforme è fondamentale: queste consentono non solo di dare efficacia e rapida attuazione agli stessi investimenti ma anche di superare le debolezze strutturali che hanno per lungo tempo rallentato la crescita». Per Draghi, «l'accelerazione della crescita può essere superiore a quanto riportato nel Piano, se riusciamo ad attuare riforme efficaci e mirate a migliorare la competitività della nostra economia», ha sottolineato.
«La buona riuscita del Piano richiede uno sforzo corale delle diverse istituzioni coinvolte e un dialogo aperto e costruttivo», ha continuato Draghi. «L'attuazione delle iniziative e delle riforme, nonché la gestione delle risorse finanziarie sono responsabilità dei Ministeri e delle autorità locali, che sono chiamati ad uno straordinario impegno in termini di organizzazione, programmazione e gestione. Le funzioni di monitoraggio, controllo e rendicontazione e i contatti con la Commissione europea, sono affidati al Ministero dell'Economia e delle finanze. Infine, è prevista una cabina di regia presso la Presidenza del Consiglio, con il compito, tra l'altro, di interloquire con le amministrazioni responsabili in caso di riscontrate criticità nell'attuazione del Piano», ha spiegato il premier, sottolineando «l'importante ruolo che le Regioni e gli enti locali svolgeranno nell'ambito dell'attuazione del Piano: sono responsabili della realizzazione di quasi 90 miliardi di investimento, circa il 40% del totale, in particolare con riferimento alla transizione ecologica, all'inclusione e coesione sociale e alla salute».
MSC/Agipro