ROMA - «Accanto a tali modelli più tradizionali, continuano sempre più ad affermarsi forme evolute e complesse di investimento delle ricchezze mafiose: attraverso la penetrazione di un tessuto socio-economico nuovo e ricco di potenzialità, come quello romano e del basso Lazio, famiglie della camorra e cosche della ‘ndrangheta vi stanno esportando interi “affari”, delocalizzando e più spesso replicandovi attività quali, in particolare, la commercializzazione delle sostanze stupefacenti ovvero la gestione delle sale gioco e delle slot machines». È quanto si legge nel quarto Rapporto "Mafie nel Lazio" presentato oggi a Roma.
Nel Rapporto si parla anche del progetto "Game Over", che «prende spunto dal sequestro preventivo al clan Spada di
una sala slot a Ostia. Allo scopo di riqualifcare il bene sequestrato lasciando inalterata la sala slot, si è deciso di dare vita ad un “laboratorio vivente” ove ricostruire ed analizzare il contesto dell’azzardo
e delle infltrazioni mafose nel settore». L’idea progettuale «è coerente con le linee guida regionali del Piano sul gioco d’azzardo patologico varato a dicembre 2017 che prevedono azioni di “prevenzione universale rivolta alla popolazione generale, mediante iniziative e campagne di sensibilizzazione, di educazione ed informazione, al fne di scongiurare il rischio di sviluppare dipendenza patologica verso il gioco d’azzardo” rivolte in particolare a “segmenti di popolazione più vulnerabili, per esempio gli adolescenti [...] verso i quali avviare azioni di prevenzione attraverso il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche”»
MSC/Agipro
Rapporto "Mafie nel Lazio" 2018: camorra e 'ndrangheta "delocalizzano" la gestione di slot e sale giochi