ROMA - Scoppia un caso attorno alla replica dell’onorevole Rabino dopo la risposta all’interpellanza sulle vlt dismesse da parte del Sottosegretario all’Economia, Pierpaolo Baretta. In una lunga dichiarazione successiva, ripresa ieri da alcuni quotidiani, Rabino specifica come sia emersa “la necessità di intervenire anche normativamente perché lo stesso Baretta ha riconosciuto che c’è una lacuna nella regolamentazione della disciplina autorizzatoria di vigilanza e di controllo dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli sul gioco e sui concessionari”. E sempre commentando l’attività delle Dogane, Rabino piazza poi un affondo polemico nei confronti di Italo Volpe, attuale capo affari legali dell’Agenzia, ritenuto responsabile di un atteggiamento “troppo favorevole nei confronti della Sisal, nel senso che fu firmata una proroga della concessione del Superenalotto senza indire alcun bando di gara pubblico, come previsto dalla legge, causando un danno erariale accertato dalla Corte dei Conti pari a 70 milioni di euro”. Nel 2004, però, quando la concessione fu rinnovata senza gara, lo stesso Volpe era capo dell’Ufficio legislativo del ministero dell’Economia e non aveva alcun incarico ai Monopoli di Stato. Come ricorda chi segue le vicende istituzionali legate ai giochi, Volpe aveva espresso parere contrario al rinnovo, che fu nel 2006 annullato dal Consiglio di Stato dopo un ricorso di Stanley.  NT/Agipro