ROMA - «Siamo sempre stati aperti al dialogo sulla ludopatia e sugli strumenti che servono a prevenirla e curarla, ma vogliamo essere coinvolti prima dell'approvazione delle leggi, non a cose fatte». È il commento di Massimiliano Pucci - il presidente di Astro, l'associazione che riunisce i gestori delle slot - alla Prima Conferenza nazionale delle Regioni e degli Enti locali sul contrasto al gioco d’azzardo, organizzata oggi a Milano dalla Regione Lombardia. «Da tempo avanziamo proposte, anche per ridurre e razionalizzare l'offerta, poi però sono state poche le amministrazioni che hanno voluto ascoltarci, meno ancora quelle che hanno messo a frutto il nostro contributo». La situazione della Lombardia, secondo Pucci, è emblematica: la Regione ha approvato nel 2013 una legge che impone limiti e distanze minime per gli esercizi che ospitano le slot, eppure «il dato relativo ai giocatori patologici assistiti dalle aziende sanitarie locali è raddoppiato nel 2015 rispetto al 2014, così come era salito del 42,1% due anni fa rispetto al 2013, dunque dopo l’introduzione delle restrizioni previste dalla legge regionale». Chi governa, conclude Pucci, dovrebbe mettere in relazione questi dati «e chiedersi perché le leggi che ha emanato, hanno ottenuto un effetto assolutamente contrario a quello che si cercava». AG/Agipro