ROMA - Il Tar Lazio ha disposto la sospensione del giudizio in merito ad un ricorso promosso da un operatore del settore giochi contro l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom) in relazione a una sanzione di 75mila euro, per presunta violazione del divieto di pubblicità dei giochi e delle scommesse previsto dal Decreto Dignità. Il Tribunale Amministrativo ha rilevato che il caso presenta aspetti simili ad un’altra causa già inviata alla Corte Costituzionale, riguardante la “legittimità costituzionale” della norma nella parte relativa alle sanzioni.

La normativa vigente, introdotta dal Decreto Dignità, vieta qualsiasi forma di pubblicità relativa a giochi e scommesse e prevede, per i trasgressori, una multa pari al 20% del valore della sponsorizzazione, stabilendo però un minimo di 50mila euro per ciascuna violazione.
Secondo il Tribunale Amministrativo, questa soglia minima fissa rischia di punire allo stesso modo situazioni che possono essere molto diverse tra di loro (grandi società dotate di risorse economiche al pari di singoli individui con profitti più circoscritti). Una rigidità che potrebbe risultare in contrapposizione con principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza sanciti dall’articolo 3 della Costituzione, nonché al diritto di proprietà tutelato dall’articolo 42. La questione, inoltre, assume rilievo anche sul piano internazionale in base al rispetto degli obblighi derivanti dal diritto europeo e dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo, che vieta pene manifestamente sproporzionate (articolo 3 CEDU) e garantisce la tutela del diritto di proprietà.

Pertanto il Tar ha disposto la sospensione del giudizio, fino alla pubblicazione della decisione della Corte costituzionale. Solo dopo tale pronuncia le parti potranno chiedere la trattazione del procedimento per la prosecuzione del giudizio nel merito.

Sul Decreto Dignità è atteso anche il giudizio della Corte di Giustizia Europea, nel corso di un altro procedimento, infatti, il Tar Lazio ha rinviato alla Curia una serie di interrogativi - riguardanti la pubblicità del gioco - per chiarire in che misura le norme europee si applichino ai regolamenti nazionali.

FRP/Agipro