ROMA - «Il divieto di pubblicità è un altro degli aspetti importanti che sono intervenuti negli ultimi anni: la legislazione italiana è diventata la più rigida d'Europa, anche se prendiamo ad esempio Paesi che sono molto restrittivi dal punto di vista della regolamentazione del gioco». Lo ha ricordato il professor Marco Spallone, docente di Economia degli Intermediari finanziari presso l'Università "G. D'Annunzio" di Pescara, nel corso di un'audizione in Commissione parlamentare di inchiesta sul gioco illegale e sulle disfunzioni del gioco pubblico. Questo divieto «provoca delle disfunzioni: è giusto che la pubblicità venga ristretta se induce alcune categorie più deboli a giocare, ma in altri casi la pubblicità forniva delle informazioni che ovviamente non sono state più a disposizione dei cittadini», ha concluso.
MSC/Agipro
Pubblicità giochi, Spallone (Univ. Pescara): "Legge italiana è la più rigida d'Europa, il divieto provoca delle disfunzioni"